{"id":5356,"date":"2018-05-07T10:45:13","date_gmt":"2018-05-07T08:45:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilprincipehotel.com\/new\/?page_id=5356"},"modified":"2018-05-07T13:12:34","modified_gmt":"2018-05-07T11:12:34","slug":"catania","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ilprincipehotel.com\/new\/it\/catania\/","title":{"rendered":"Catania"},"content":{"rendered":"<div class=\"gdlr-shortcode-wrapper\"><div class=\"gdlr-item gdlr-tab-item horizontal\" ><div class=\"tab-title-wrapper\" ><h4 class=\"tab-title active\" ><span>Catania<\/span><\/h4><h4 class=\"tab-title\" ><span>Storia<\/span><\/h4><h4 class=\"tab-title\" ><span>Arte<\/span><\/h4><h4 class=\"tab-title\" ><span>Cultura e Monumenti<\/span><\/h4><h4 class=\"tab-title\" ><span>Catania in cifre<\/span><\/h4><\/div><div class=\"tab-content-wrapper\" ><div class=\"tab-content active\" ><p style=\"text-align: justify;\">Al centro del <strong>Mediterraneo<\/strong>, un palcoscenico dove la scenografia disegnata dai colori del Sole, del <strong>mare<\/strong> e del fuoco dell<strong>\u2019Etna<\/strong>, si fonde con i 2700 anni di storia, per mettere in scena, ogni giorno uno spettacolo unico. <strong>Catania<\/strong> per la sua splendida posizione e per il suo <strong>clima<\/strong> sempre <strong>mite<\/strong>, ha visto il susseguirsi di molteplici dominazioni: sin dal VIII secolo a.C. Greci, Romani, Goti, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli e Austriaci. Tutti hanno lasciato un\u2019indelebile traccia del proprio passaggio, nell&#8217;<strong>architettura<\/strong> della citt\u00e0 e nel carattere dei <strong>Catanesi<\/strong>, gente ospitale e calorosa.<strong>Catania<\/strong> \u00e8 scelta da chi vuole vivere un appuntamento fondamentale con la <strong>Cultura<\/strong>, la <strong>storia<\/strong> e la natura unica dell\u2019Etna,il vulcano attivo pi\u00f9 alto d\u2019Europa, ma anche da chi vuole raggiungere facilmente tutte le altre <strong>splendide localit\u00e0<\/strong> della Sicilia.<\/p>\n<\/div><div class=\"tab-content\" ><p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente era un&#8217;insediamento d\u2019origine sicula. La citt\u00e0 di Katane (gr. K\u03b1\u03c4\u03acv\u03b7) fu fondata, secondo il racconto di Tucidide nella sua &#8220;Guerra del Peloponneso&#8221; dai greci calcidesi guidati da Tucle e salpati da Naxos, nel quinto anno dopo la fondazione di Siracusa. Avendo scacciato con le armi i Siculi, fondarono Lentini e dopo Katane. I nuovi abitanti di Catania elessero come loro ecista Evarco. Quindi, secondo Tucidide, Catania fu fondata tra il 729 e il 728 a.C. da coloni greci provenienti dalla citt\u00e0 Calcide, nell&#8217;Eubea (Tucidide, VI 3, 3).<br \/>\nL&#8217;abitato arcaico doveva occupare una collina ben difendibile, immediata\u00admente a ovest del centro della citt\u00e0 moderna, in coincidenza dell\u2019antico rione Montevergine, di piazza Dante e dell\u2019ex convento dei Benedettini (scavi del 1978). Sappiamo pochissimo sul primo periodo della sua storia: praticamente solo la notizia sull&#8217;origine catanese del cele\u00adbre legislatore Caronda, che poi fu esiliato e si trasfer\u00ec a Reggio (Aristotele, Politica, II 1274a). Vi avrebbero soggiornato nume\u00adrosi e celebri uomini di cultura, come il filosofo Senofane da Colofone (tra i fondatori della scuola eleatica) e i poeti Ibico e Stesicoro, che vi mor\u00ec (la sua tomba era indicata presso la principale porta a nord della citt\u00e0, che da lui prese il nome di porta Stesicorea).<br \/>\nNel 476 a. C. Ierone, tiranno di Siracusa, ne deport\u00f2 gli abitanti a Leontinoi, e li sostitu\u00ec con 10.000 nuovi abitanti, in parte Siracusani, in parte peloponnesiaci, e data ad amministrare a suo figlio Dinomene (Diodoro, XI 49, 1 sgg.). Anche il nome della citt\u00e0 venne modificato in Aitna (Etna): con tale nome \u00e8 celebrata nella Pitica I di Pindaro, scritta in onore di Ierone, e nella tragedia perduta di Eschilo, rappresentata per l&#8217;occasione (Le Etnee). Ma solo pochi anni pi\u00f9 tardi, dopo la morte di Ierone, Ducezio insieme ai Siracusani costrinse i nuovi abitanti a trasferirsi a Inessa (che assunse allora a sua volta il nome di Etna), centro forse corrispondente alla Civita di Patern\u00f2. Dal 461 Catania recuper\u00f2 cos\u00ec il suo nome e i suoi antichi abitanti (Diodoro, XI 76, 3; Strabone, VI 2, 3).<br \/>\nDurante la guerra tra Siracusa e Atene, Catania, inizialmente neutrale, prese poi posi\u00adzione a favore di Atene, dopo un celebre discorso che Alcibiade avrebbe pronunciato davanti all&#8217;assemblea riunita nel teatro della citt\u00e0 (Tucidide, VI 50, 3 sgg.; Frontino, Strateg. III 2, 6). Sotto\u00adposta per questo a un&#8217;offensiva di Siracusa, dopo la sconfitta degli Ateniesi fu salvata dall&#8217;invasione cartaginese della Sicilia del 409 a. C. Ma poco dopo il 403 a. C. Dionigi di Siracusa riusc\u00ec a con\u00adquistarla, e ne vendette in parte come schiavi gli abitanti. I super\u00adstiti si rifugiarono in un primo tempo a Milazzo, ma da qui poi furono espulsi, e si dispersero in varie localit\u00e0 della Sicilia. Dionigi ripopol\u00f2 la citt\u00e0 con i suoi mercenari campani (Diodoro, XIV 15, 1 sgg.; 58, 2; 87, 1-3). Nel 345 \u00e8 tiranno di Catania il sabellico Mamerco, che in un primo tempo si allea con Timoleonte, ma successivamente passa ai Cartaginesi (Diodoro, XVI 69, 4). Scon\u00adfitto da Timoleonte nel 338, egli si rifuger\u00e0 \u00e0 Messina, ma, caduto nelle mani dei Siracusani, verr\u00e0 crocifisso, dopo aver subito un processo nel teatro di Siracusa (Plutarco, Vita di Timoleonte, 30; 31; 34).<br \/>\nNel 263, all&#8217;inizio della prima guerra punica, Catania (lat. Cat\u012dna o Cat\u0103na) viene conquistata dai Romani, sotto il comando del console M. Valerio Messalla (Eutropio, II 19). Del bottino faceva parte un orologio solare che fu collocato nel Comitium a Roma (Plinio il Vecchio, Naturalis historia, VII 214). Da allora la citt\u00e0 fece parte di quelle soggette al pagamento di un&#8217;imposta a Roma (civitas decumana). Sappiamo che il conquistatore di Siracusa, Marcello, vi costru\u00ec un ginnasio (Plutarco, Vita di Marcello, 30).<br \/>\nIntorno al 135 a.C., nel corso della prima guerra servile, fu conquistata dagli schiavi ribelli (Strabone, VI 2, 6), e nel 122 a.C., a seguito dell\u2019attivit\u00e0 vulcanica dell\u2019Etna, fu fortemente danneggiata dalle ceneri vulcaniche stesse piovute sui tetti della citt\u00e0 che crollarono sotto il peso. (Orosio, V 13, 3).<br \/>\nIl territorio di Catina, dopo essere stato nuovamente interessato dalle attivit\u00e0 eruttive del 50, del 44, del 36 e in fine dalla disastrosa colata lavica del 32 a.C. che rovin\u00f2 campagne e citt\u00e0 etnee, e dai fatti della disastrosa guerra che aveva visto la Sicilia terreno di scontro fra Ottaviano e Sesto Pompeo, si avvia sulla lunga e faticosa strada della ripresa socio-economica gi\u00e0 in epoca augustea.<br \/>\nTutta la Sicilia alla fine della guerra viene descritta come gravemente danneggiata, impoverita e spopolata in diverse zone. Nel libro VI di Strabone in particolare si accenna alle rovine subite dalle citt\u00e0 di Syrakus\u00e6, Katane e Kentoripa.<br \/>\nDopo la guerra contro Sesto Pompeo, Augusto vi dedusse una colonia. Plinio il Vecchio annovera la citt\u00e0 che i romani chiamano Catina fra quelle che Augusto dal 21 a.C. eleva al rango di colonie romane assieme a Syracus\u00e6 e Therm\u00e6 (Sciacca). Solo nelle citt\u00e0 che avevano ricevuto il nuovo status di colonia furono insediati gruppi di veterani dell\u2019esercito romano. La nuova situazione demografica certamente contribu\u00ec a cambiare quello che era stato, fino ad allora, lo stile di vita municipale a favore della nuova \u201cclasse media\u201d.<br \/>\nNonostante questi continui disastri, che costituiscono una delle costanti della sua storia, Catania conserv\u00f2 una notevole importanza e ricchezza nel corso della tarda repubblica e dell&#8217;im\u00adpero: Cicerone la definisce \u00abricchissima \u00bb (Verrine, II 3, 10), e tale dovette restare anche nel corso del tardo impero e nel periodo bizantino, come si deduce dalle fonti letterarie e dai numerosi monumenti contemporanei, che ne fanno un caso quasi unico in Sicilia. Le grandi citt\u00e0 costiere come Catina, nel corso del medio-impero, estesero il loro controllo, anche a fini esattoriali dello &#8220;stipendium&#8221;, su un vasto territorio nell\u2019entroterra dell\u2019isola che si andava spopolando a causa della conduzione latifondistica della produzione agricola.<br \/>\nIl cristianesimo vi si diffuse rapidamente; tra i suoi martiri, durante le persecuzioni di Decio e di Diocleziano, primeggia Sant&#8217;Agata, patrona della citt\u00e0 e Sant&#8217;Euplio.<br \/>\nLe incursioni barbariche della seconda met\u00e0 del V secolo sconvolgono tutta la Sicilia e quindi anche Catania. Particolarmente critico sembra essere stato il passaggio dei Vandali di Genserico negli anni 440 e 441 d.C. provenienti da Cartagine che caus\u00f2 danni talmente gravi da indurre le autorit\u00e0 alla remissione del pagamento dei tributi . Nel 476, Genserico cede ad Odoacre, re degli Eruli, la Sicilia in cambio di un tributo. Teodorico, divenuto re degli Ostrogoti nel 474, dopo aver sconfitto pi\u00f9 volte Odoacre in Italia lo uccise nel 493 restando cos\u00ec l\u2019incontrastato padrone d\u2019Italia. Il generare bizantino Belisario inviato da Giustiniano a riconquistare l\u2019Italia occupa con facilit\u00e0 la Sicilia nel 535. Nuovi scontri fra Belisario e gli Ostrogoti di Totila si verificano fra il 542 e il 548 anno in cui il generale bizantino viene richiamato a Costantinopoli. Catania viene di nuovo occupata da Totila nel 550, ma dopo la sconfitta degli Ostrogoti in Umbria e la morte di Totila nel 552, tutta la Sicilia torn\u00f2 sotto il controllo bizantino nel 555. Fu proprio da Catania che ebbe inizio la riconquista bizantina dell&#8217;isola (Pro\u00adcopio, Bellum Gothicum, III 40), e in essa ebbe sede probabil\u00admente il governatore civile bizantino (praetor o praefectus).<br \/>\nLa diocesi di Catania, \u00e8 accertata fin dal 6\u00b0 secolo. Rimase bizantina sino alla conquista araba (sec. 9\u00b0).<br \/>\nI Normanni o meglio Ruggero d\u2019Altavilla (Hauteville-le-Guichard), ultimogenito di Tancredi d\u2019Altavilla, assieme ai suoi fanti e cavalieri \u201ccattolici\u201d professionisti della guerra, provenienti dal ducato di Normandia (Francia del nord) e che poco avevano a che fare con i loro \u201cbarbari\u201d antenati vichinghi (fase storica tra 7\u00b0 e 9\u00b0 sec.), misero piede in Sicilia nel 1060. Dopo aver conquistato Cerami, Troina, Palermo ed altre citt\u00e0, si impadronirono di Catania nel 1072 che ebbe un periodo di rinnovato splendore sotto la guida del vescovo benedettino Ansgerio (Ansgar) voluto dallo stesso Gran Conte Ruggero.<br \/>\nGli Svevi, o meglio la dinastia degli Hohenstaufen, presero il potere in Sicilia grazie ad matrimonio fra Costanza d\u2019Altavilla, figlia di Ruggero II d&#8217;Altavilla con Enrico VI di Svevia, figlio di Federico Barbarossa. Morto il giovane Guglielmo III, ultimo re del regno di Sicilia e prigioniero in Germania, Enrico VI rivendic\u00f2 l\u2019Italia meridionale e la Sicilia. Nel 1194 e nel 1197 Catania, che aveva sostenuto Tancredi d\u2019Altavilla prima e poi osato ribellarsi agli Svevi, fu saccheggiata dalle truppe germaniche.<br \/>\nLa nobilt\u00e0 cittadina non ebbe un rapporto felice con gli Hohenstaufen; nemmeno con il grande Fedrico II di Svevia al quale si ribell\u00f2 nel 1232. L\u2019astio verso il potere imperiale fece nascere diverse leggende tra le quali quella che vuole che il castello Ursino sia stato voluto da Federico II per tenere a bada la popolazione. Avvenimento importante per il futuro della citt\u00e0 fu l\u2019inserimento di Catania tra le citt\u00e0 demaniali. Finiva cos\u00ec la totale egemonia del vescovo-conte.<br \/>\nAlla fine della dinastia degli Hohenstaufen, nel 1266 la Sicilia venne assegnata dal Papa, che considerava l\u2019isola patrimonio della Chiesa, a Carlo d\u2019Angi\u00f2; ma il dominio angioino ebbe breve durata. I catanesi, che avevano subito ingiustizie, sfruttamenti ed erano stati danneggiati economicamente dalla chiusura dei porti della citt\u00e0, contribuirono validamente al rovesciamento della \u201cmala signoria\u201d. I pi\u00f9 importanti nomi che animarono la rivolta a Catania furono quelli di Palmiero, abate di Palermo, Gualtiero da Caltagirone, Alaimo da Lentini e il catanese Giovanni da Procida. Quest\u2019ultimo nel 1280, travestito da monaco, si rec\u00f2 dal papa Nicol\u00f2 III, dall\u2019imperatore di Bisanzio Michele Paleologo e dal re Pietro III d&#8217;Aragona, per chidere: al papa di non appoggiare Carlo d\u2019Angi\u00f2 in caso di rivolta; all\u2019imperatore Michele l\u2019appoggio esterno contro il nemico comune; e al re d\u2019Aragona di far valere il suo diritto al trono di Sicilia in quanto marito di Costanza figlia di Manfredi, l\u2019ultimo degli Hohenstaufen.<br \/>\nNel 1282 i moti meglio conosciuti come \u201cVespri siciliani\u201d posero fine al dominio dell\u2019isola da parte della dinastia francese. Appena scoppi\u00f2 la rivolta in Sicilia, la flotta aragonese era gi\u00e0 a Palermo e l\u2019occupazione della citt\u00e0 da parte di Pietro dava cos\u00ec inizio alla dominazione degli Aragonesi in Sicilia (1282-1410). Catania fu la sede dell\u2019icoronazione del re aragonese con il nome di Pietro I di Sicilia, ed acquist\u00f2 una posizione di privilegio in quanto nel corso del 14\u00b0 sec. venne scelta spesso come sede del parlamento e dimora della famiglia reale.<br \/>\nA Pietro III successe, in Aragona il suo primogenito Alfonso III, e in Sicilia il suo secondogenito Giacomo che subito, nel 1287, dovette respingere, con l\u2019aiuto dell\u2019ammiraglio Ruggero di Lauria, le rinnovate pretese degli angioini che avanzavano verso Catania da terra e dal mare. Alla morte del fratello Alfonso III d\u2019Aragona, Giacomo prese il suo posto e lasci\u00f2 in Sicilia suo fratello Federico come vicario. Ma la politica di riavvicinamento, di accordi e di legami matrimoniali con la casa d\u2019Angi\u00f2, caldeggiata anche da papa Nicol\u00f2 IV, non piacque ai siciliani che il 15 gennaio 1296 si riunirono in parlamento a Catania ed elessero loro re il giovane Federico d\u2019Aragona. Ma Aragonesi e Angioini, alleati per l\u2019occasione, attaccarono le difese siciliane che, anche grazie al tradimento di due catanesi, furono superate e in particolare a Catania Roberto d\u2019Angi\u00f2 prese possesso del castello Ursino dove poco tempo dopo nacque Luigi futuro re di Napoli. La guerra, che sembrava essersi conclusa con al pace di Caltabellotta (1302) che assegnava la Sicilia a Federico d\u2019Aragona con il titolo di re di Trinacria, prosegu\u00ec nel 1313. Federico, contravvenendo agli accordi, si conferm\u00f2 re di Sicilia e proclam\u00f2 suo erede il figlio Pietro che gli successe nel 1337. Sar\u00e0 il figlio di Pietro, Ludovico che riuscir\u00e0 a tenere testa sia alle lotte interne fomentate dalle due fazioni baronali che alle incursioni del re di Napoli. Il suo successore, il fratello Federico III d\u2019Aragona il Semplice, nato a Catania, dopo varie vicende firmer\u00e0 la pace di Catania nel 1372.<br \/>\nFederico lasci\u00f2 il regno alla figlia minorenne Maria nata dal matrimonio con Costanza figlia del re Pietro IV d\u2019Aragona, affiancata da quattro vicari: Artale Alagona, Guglielmo Perrotta, Francesco Ventimiglia e Manfredi Chiaramonte. Artale Alagona scelse per la giovane regina Maria la residenza del castello Ursino di Catania, progettando di darla in sposa a Galeazzo Visconti, duca di Milano. Ma la fazione capeggiata dai Ventimiglia, baroni d\u2019origine catalana, volevano che sposasse Martino figlio del duca di Monteblanc presunto erede del trono aragonese. Il rapimento di Maria portato a termine da Gugliemo Raimondo Moncada fece fallire i progetti del Gran Giustiziere del regno e permise il matrimonio della regina con Martino di Monteblanc. Re Martino I dopo la morte di Maria avvenuta nel 1402 spos\u00f2 Bianca erede del trono di Navarra che scelse di stabilirsi a Catania assieme alla corte. Ma Martino muore a Cagliari nel 1409 all\u2019et\u00e0 di 33 anni e a lui succede il vecchio padre Martino duca di Monteblanc che per\u00f2 morir\u00e0 l\u2019anno successivo.<br \/>\nCatania sar\u00e0 teatro delle traversie avute dalla regina Bianca a causa delle mire per la successione al trono da parte del Gran Giustiziere Bernardo Caprera, conte di Modica. Con l\u2019elezione di Ferdinando I re d\u2019Aragona, Valenza e Catalogna la Sicilia fu dichirata provincia del regno aragonese. La vedova regina Bianca fu confermata \u201cvicaria\u201d. La Sicilia quindi non \u00e8 pi\u00f9 un Regno ma solo una provincia e sar\u00e0 cos\u00ec fino alla dominazione borbonica. I catanesi si consolarono con alcuni privilegi concessi loro dalla regina Bianca.<br \/>\nIl successore di Ferdinando I, [[Alfonso il Magnanimo riun\u00ec il 25 maggio del 1416, nella sala dei Parlamenti di castello Ursino tutti i baroni e i prelati dell\u2019Isola per il giuramento di fedelt\u00e0 al Sovrano e fino al 30 agosto vi si svolsero gli ultimi atti della vita politica che videro Catania come citt\u00e0 capitale del regno. Ma fu lo stesso re Alfonso che permise la nascita a Catania dell\u2019Universit\u00e0 pi\u00f9 antica della Sicilia (1434). Inoltre il 31 maggio del 1421, invitato da Gualtiero Patern\u00f2 e Andrea Castello, che erano stati presenti al parlamento che il re aveva tenuto a Messina, venne a Catania per riconfermare ufficialmente le \u201clibert\u00e0\u201d e gli \u201cstatuti\u201d della citt\u00e0.<br \/>\nLa Sicilia passa tra i possedimente spagnoli d\u2019oltre mare e sar\u00e0 retta da un vicer\u00e8 che allontaner\u00e0 per sempre la diretta conduzione politico-economica del sovrano. Catania continu\u00f2 a essere favorita dai sovrani spagnoli, ma il popolo partecip\u00f2 alla rivolta contro Ugo de Moncada nel 1516 e ai tumulti del 1647, in odio al fiscalismo governativo. Una grande colata lavica, le cui bocche effusive si aprirono a bassa quota nel territorio del comune di Nicolosi, invest\u00ec nel 1669 il lato ovest e sud della citt\u00e0. I danni alle campagne, alle strade e alle difese furono molto gravi ma le stesse mura di difesa della citt\u00e0 riuscirono a impedire, in massima parte, che la lava entrasse nel centro abitato. Ventidue anni dopo, nel 1693, un altro disastro colp\u00ec Catania. Un violentissimo terremoto scuote tutta le Sicilia orientale ma i danni maggiori si registrano nell\u2019area etnea.<br \/>\nDopo il terremoto del 1693, la citt\u00e0 si svilupp\u00f2 sino a occupare uno dei primi posti nel commercio italiano; nel 1820 non ader\u00ec al moto indipendentista e fu coi costituzionali napoletani;nel 1837 partecip\u00f2 alle rivolte occasionate dal colera, e nel 1848-49 fu all&#8217;avanguardia del movimento autonomista.<br \/>\nNell&#8217;agosto 1862 Garibaldi vi stabil\u00ec il centro organizzativo della spedizione conclusasi ad Aspromonte.<br \/>\nDurante la seconda guerra mondiale, dopo lo sbarco anglo-americano in Sicilia (9 luglio 1943), i Tedeschi, dopo aver bloccato il generale Montgomery al ponte Primosole sul fiume Simeto, per sottrarsi alla manovra aggirante degli Anglo-Americani, persistettero a lungo nella difesa di Catania, che evacuarono solo il 5 agosto.<\/p>\n<\/div><div class=\"tab-content\" ><p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; stata ampiamente distrutta nel 1169 e nel 1693 dai terremoti. Il suo territorio circostante \u00e8 stato pi\u00f9 volte coperto da colate laviche che hanno raggiunto il mare. Ma i catanesi caparbiamente l&#8217;hanno ricostruita sulle sue stesse macerie. Forse \u00e8 per questo che la leggenda vuole che la citt\u00e0 sia stata distrutta sette volte durante la sua storia, ma in realt\u00e0 tali eventi disastrosi si possono sicuramente riferire a pochi ma terribili terremoti. Anche le distruzioni del centro urbano a causa delle colate laviche sono frutto di una storiografia fantasiosa. L&#8217;ultima colata lavica del 1669 colp\u00ec soprattutto le campagne esterne al centro abitato e riusc\u00ec a superare le mura della citt\u00e0 solo in alcuni punti a nord est e a est del Castello Ursino. E&#8217; stato soprattutto il terremoto del 1693 che ha impedito in generale la sopravvi\u00advenza del tessuto urbanistico antico e medievale e che ha segnato profondamente anche l\u2019assetto socio-economico della citt\u00e0 cancellando quasi la totalit\u00e0 delle arti prodotte dagli artisti pre-terremoto. Praticamente scomparse si devono considerare le tracce della citt\u00e0 greca, mentre una sorte migliore hanno avuto i monumenti di et\u00e0 romano-imperiale.<br \/>\nDel periodo romano rimangono vari monumenti; il teatro, l\u2019odeon; l\u2019anfiteatro, le terme dette dell&#8217;Indirizzo, le terme dette della Rotonda (chiesa di s. Maria), i resti di un acquedotto, edifici funerari, ecc. La serie delle monete di Catania comprende bellissimi con\u00ec, da quelli arcaici, con Nike e Zeus in trono, fino a quelli dei grandi incisori Eveneto, Eraclide, Procle, con testa di Apollo.<br \/>\nTra i monumenti dell&#8217;et\u00e0 classica il teatro romano e l&#8217;odeon sono stati restaurati negli ultimi anni e comodamente visitabili. Anche i resti dell&#8217;anfiteatro sono oggi visitabili dall&#8217;ingresso di piazza Stesicoro. Del periodo normanno si conservano principalmente le absidi della Cattedrale di s. Agata (Duomo). Del periodo svevo (13\u00b0 sec.) \u00e8 il portale della chiesa di s. Agata al Carcere e il federiciano castello Ursino (ricostruito e restaurato, \u00e8 ora sede del Museo civico: raccolte Biscari e dei benedettini) coevo del pi\u00f9 famoso castello pugliese di Castel del Monte.<br \/>\nOvviamente la citt\u00e0 attuale, rinata nella prima met\u00e0 del \u2018700, conserva, nonostante i gravi danni subiti nell&#8217;ultima guerra, la caratteristica impronta barocca, datale specialmente dalle opere di G.B. Vaccarini (numerose chiese; facciata del duomo; municipio; pal. Sangiuliano; fontana dell&#8217;Elefante), di F. e A. Battaglia, degli Ittar. Notevoli sono il palazzo Biscari, la Collegiata, il convento e la chiesa di S. Nicol\u00f2 l\u2019Arena.<br \/>\nAll&#8217;interno della Cattedrale \u00e8 conservato il busto-reliquiario e la cassa-reliquaria di s. Agata, del senese Giovanni di Bartolomeo, sec. 14\u00b0).<br \/>\nLe biblioteche di Catania sono: la Biblioteca universitaria e Ventimilliana (aperta al pubblico nel 1755; dal secolo scorso conserva il fondo del vescovo Salvatore Ventimiglia, che vi mantiene una sua unit\u00e0); la biblioteca dell&#8217;Accademia Gioenia di scienze naturali; quella della sezione catanese della Deputazione di storia patria; le Biblioteche riunite Civica e A. Ursino Recupero.<br \/>\nLa prima universit\u00e0 siciliana venne fondata a Catania nel 1434. Nel 1891 venne fondato il Fascio di Catania, inizio ufficiale del pi\u00f9 importante movimento dei Fasci Siciliani.<\/p>\n<\/div><div class=\"tab-content\" ><p style=\"text-align: justify;\">CULTURA<br \/>\nCatania \u00e8 la citt\u00e0 a pi\u00f9 alta densit\u00e0 teatrale della Sicilia. Molteplici le compagnie teatrali che vi operano, sia professionali che amatoriali. Il pi\u00f9 importante teatro della citt\u00e0 \u00e8 il Teatro Massimo Bellini, costruito dall&#8217;architetto Carlo Sada alla fine del secolo XIX ed inaugurato nel 1890. Oggi \u00e8 teatro lirico di tradizione, vanta un&#8217;orchestra sinfonica ed un coro stabile ed \u00e8 sede di stagione operistica e concertistica.<br \/>\nE&#8217; stata inserita dall&#8217;UNESCO nella &#8220;World Heritage List&#8221; insieme ad altri otto Comuni dell&#8217;architettura barocca del cosidetto &#8220;Val di Noto&#8221;: Caltagirone, Militello in Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa, Scicli.<br \/>\nPatrona della citt\u00e0 \u00e8 Sant&#8217;Agata, alla quale viene ogni anno dedicata una grandiosa festa lunga tre giorni (dal 3 al 5 febbraio). In quei tre giorni la citt\u00e0 dimentica ogni cosa per concentrarsi sulla festa, misto di devozione e di folklore, che attira ogni anno sino a un milione di persone, tra devoti e curiosi. Nell&#8217;ultimo decennio Catania ha conosciuto una esplosione della sua vita notturna. Ancora nel 1992 le sue strade erano quasi deserte alle 8 di sera, tranne quelle principali, e gran parte del centro storico era abbandonato e anche pericoloso. In seguito, grazie alla nuova politica dell&#8217;amministrazione del sindaco Enzo Bianco, che facilit\u00f2 la concessione di licenze per l&#8217;apertura di ristoranti, caff\u00e8, pub, le strade del centro storico si sono popolate con migliaia di giovani, sino alle 3\/ 4 del mattino.<br \/>\nMONUMENTI<br \/>\nIl simbolo di Catania \u00e8 l&#8217;elefante detto &#8220;Liotru&#8221;. E&#8217; un manufatto di pietra lavica porosa, che raffigura un&#8217;elefante. Forse realizzato in epoca romana e utilizzato, assieme ad altre sculture, per ornare il circo, sormontato da un&#8217;obelisco in marmo bianco aggiunto in epoca romana. E&#8217; situata al centro di Piazza Duomo.<\/p>\n<p>In dialetto catanese \u00e8 detto Liotru probabilmente per la storpiatura del nome Eliodoro, personaggio legato alla storia della statua.<\/p>\n<p>Altri monumenti importanti sono:<\/p>\n<ul>\n<li>il Teatro romano e l&#8217;Odeon<\/li>\n<li>l&#8217;Anfiteatro<\/li>\n<li>la Cattedrale di Sant&#8217;Agata<\/li>\n<li>la Chiesa della Badia di Sant&#8217;Agata<\/li>\n<li>la Chiesa di Sant&#8217;Agata la Vetere<\/li>\n<li>la Chiesa di Sant&#8217;Agata al Carcere<\/li>\n<li>la Chiesa di Sant&#8217;Agata alla Fornace<\/li>\n<li>la Chiesa di San Francesco d&#8217;Assisi<\/li>\n<li>la Chiesa di Santa Maria di Ges\u00f9<\/li>\n<li>la Chiesa e il monastero benedettino di San Nicol\u00f2 l&#8217;Arena<\/li>\n<li>la Chiesa di San Placido<\/li>\n<li>la Colleggiata (regia Cappella)<\/li>\n<li>Palazzo degli elefanti sede del Municipio<\/li>\n<li>Palazzo del Seminario dei Chierici<\/li>\n<li>Palazzo Biscari<\/li>\n<li>Palazzo di Giustizia<\/li>\n<li>le Terme Achilliane sotto la Cattedrale<\/li>\n<li>le Terme della Rotonda<\/li>\n<li>le Terme dell&#8217;Indirizzo<\/li>\n<li>il Teatro Massimo, Vincenzo Bellini<\/li>\n<li>la Fontana dell&#8217;Amenano<\/li>\n<li>Porta Uzeda e le mura di Carlo V<\/li>\n<li>Porta Garibaldi detta &#8220;Fortino&#8221;<\/li>\n<li>Piazza del Duomo<\/li>\n<li>Piazza dell&#8217;Universit\u00e0<\/li>\n<li>Piazza Stesicoro<\/li>\n<li>Piazza Mazzini<\/li>\n<li>Piazza Bellini<\/li>\n<li>Via Etnea<\/li>\n<li>Via Crociferi<\/li>\n<li>la Casa museo di Vincenzo Bellini<\/li>\n<li>la Casa museo di Giovanni Verga<\/li>\n<li>Castello Ursino<\/li>\n<li>il Centro fieristico &#8220;Le Ciminiere&#8221;<\/li>\n<li>la Fontana ispirata a &#8220;I Malavoglia&#8221; di Verga<\/li>\n<li>Giardino pubblico Bellini detto &#8220;La villa&#8221;<\/li>\n<li>Giardino pubblico Pacini detto &#8220;Villa varagghi&#8221;<br \/>\n<\/div><div class=\"tab-content\" ><p style=\"text-align: justify;\">Catania \u00e8 un comune di circa 305.000 abitanti (circa 800.000 l&#8217;area metropolitana) della provincia di Catania facente parte del patrimonio dell&#8217; Unesco. \u00c8 il secondo della Sicilia per densit\u00e0 abitativa ed \u00e8 situato sulla costa orientale dell&#8217;isola, a met\u00e0 strada tra le citt\u00e0 di Messina e Siracusa), ai piedi del vulcano Etna, si affaccia sul mare Ionio con il golfo che prende il suo nome.<br \/>\nSecondo lo storico greco Plutarco, il suo nome deriva da &#8220;Katane&#8221; (Grattugia), per l&#8217;associazione con le asperit\u00e0 del territorio lavico su cui sorge.<br \/>\nE&#8217; servita dall&#8217;Aeroporto internazionale Fontanarossa, il quinto aeroporto italiano per numero di passeggeri ed il primo scalo del mezzogiorno.<br \/>\nHa un porto commerciale, stazioni ferroviarie statali (linee Messina-Siracusa, Catania-Gela, Catania-Palermo) e la Circumetnea, linea a scartamento ridotto che gira per 110km attorno all&#8217;Etna raggiungendo i 976 m.s.l.m. per poi tornare gi\u00f9, incontrando la costa di nuovo a Giarre-Risposto al nord.Dal 1999 \u00e8 attivo un primo troncone della metropolitana, fra le stazioni del Borgo e Porto, lungo circa 3,8 Km.<\/p>\n<p>L&#8217;area metropolitana di Catania comprende, oltre alla citt\u00e0 capoluogo, i seguenti comuni:<\/p>\n<ul>\n<li>Aci Bonaccorsi<\/li>\n<li>Aci Castello<\/li>\n<li>Aci Catena<\/li>\n<li>Aci Sant&#8217;Antonio<\/li>\n<li>Acireale<\/li>\n<li>Belpasso<\/li>\n<li>Camporotondo Etneo<\/li>\n<li>Gravina di Catania<\/li>\n<li>Mascalucia<\/li>\n<li>Misterbianco<\/li>\n<li>Motta Sant&#8217;Anastasia<\/li>\n<li>Nicolosi<\/li>\n<li>Patern\u00f2<\/li>\n<li>Pedara<\/li>\n<li>Ragalna<\/li>\n<li>San Giovanni La Punta<\/li>\n<li>San Gregorio di Catania<\/li>\n<li>San Pietro Clarenza<\/li>\n<li>Sant&#8217;Agata li Battiati<\/li>\n<li>Santa Maria di Licodia<\/li>\n<li>Santa Venerina<\/li>\n<li>Trecastagni<\/li>\n<li>Tremestieri Etneo<\/li>\n<li>Valverde<\/li>\n<li>Viagrande<\/li>\n<li>Zafferana Etnea<\/li>\n<\/ul>\n<p>La popolazione dei 27 comuni conta un totale di 749.497 residenti al 2001 (erano 709.096 nel 1991 e 88.982 al 1981). I poli pi\u00f9 grandi sono, oltre a Catania, Acireale e Patern\u00f2.<\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"clear\"><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":3,"featured_media":5357,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilprincipehotel.com\/new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5356"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilprincipehotel.com\/new\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilprincipehotel.com\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilprincipehotel.com\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilprincipehotel.com\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5356"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.ilprincipehotel.com\/new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5356\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5403,"href":"https:\/\/www.ilprincipehotel.com\/new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5356\/revisions\/5403"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilprincipehotel.com\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5357"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilprincipehotel.com\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}